Simone Cristicchi


cristicchiSimone Cristicchi nasce a Roma il 5 febbraio 1977. Fin da subito nasce in lui l’amore per le più diverse forme d’arte: dal disegno al teatro e alla musica.

Oltre che cantautore è scrittore, autore ed interprete di monologhi nonché attore teatrale.

Nel 1998 vince il Concorso Nazionale Cantautori, conquistando il Premio SIAE per il miglior brano con L’uomo dei bottoni.

Nel 2000 apre i concerti di Max Gazzé e Nicolò Fabi. Vince il Festival di Crotone Una casa per Rino, dedicato al cantautore Rino Gaetano, conquistando il Cilindro d’argento. Apre i concerti dei CiaoRino, la più famosa cover-band dell’artista calabrese.

La svolta arriva nel 2005, grazie a quello che lo stesso Cristicchi definisce “tormentone involontario”, Vorrei cantare come Biagio, brano ironico nel quale il cantautore, affermando di voler assomigliare in tutto e per tutto all’allora più noto collega Biagio Antonacci, tenta, in realtà, di denunciare l’enorme difficoltà, per un giovane artista, di raggiungere il successo preservando la propria individualità.

Ha tenuto corsi come docente presso il CET – Centro Europeo di Toscolano (la scuola di Mogol) testimoniando le proprie esperienze, integrando teoria e pratica, formazione culturale e attività professionale.

Nel marzo 2007 vince il 57° Festival di Sanremo, nella categoria Campioni, con la canzone Ti regalerò una rosa.

Vince ancora numerosi premi e partecipa ad esperienze importanti, culturali e di denuncia, che richiamano trasversalmente le diverse forme d’arte. Numerosi gli spettacoli teatrali e i monologhi di impatto civile e sociale. Tra questi “C.I.M. Nuove storie dal manicomio del mondo” (2007), scritto da lo stesso Cristicchi; “Canti di miniere, d’amore, di vino e anarchia” (2009) creato insieme al Coro dei minatori di Santa Fiora; “Li Romani in Russia” (2010) basato sul libro di Elia Marcelli, regia di Alessandro Benvenuti. Si tratta di un monologo che racconta, attraverso la voce dei protagonisti, la campagna di Russia del 1941-43; “Mio nonno è morto in guerra” (2012) sempre inserito nelle storie e nelle vite attraversate dalla Seconda Guerra Mondiale;  “Magazzino 18” (2013) sulle vite degli uomini e delle donne di Trieste che hanno dovuto lasciare la loro terra; “Il secondo figlio di Dio” (2016)