Discipline primo anno


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Primo anno: quattro ore al giorno, lunedì (15-19,20) e dal martedì al venerdì (9-13,20)

L’allievo impara ad apprendere gli elementi base dell’Attore.

Alla fine del primo anno è previsto uno stage intensivo che si concluderà con la messinscena di uno spettacolo-performance.

Durante il percorso didattico, sono previsti stages intensivi nel weekend con la presenza di Maestri d’eccezione, stages all’estero, esami-verifiche individuali sulle varie discipline d’insegnamento.

La classe accademica sarà costituita da un massimo di 15 allievi.

La frequenza è obbligatoria.

Discipline di studio del primo anno:

 

 AREA RECITAZIONE

  • Improvvisazione e creatività:

Tecniche dell’improvvisazione teatrale per stimolare la fantasia, la creatività, la spontaneità, l’ascolto, la capacità di comunicare e di interagire con gli altri. Esercizi di scrittura collettiva.

Competenze: 

-Saper stimolare la sensibilità nei conforti della creatività e del processo di creazione.

-Saper promuovere un atteggiamento di apertura rispetto all’imprevisto.

-Saper reagire e rispondere alle variabili e agli imprevisti dell’azione teatrale.

-Saper riconoscere e utilizzare l’errore, all’impasse, il silenzio e l’imperfezione, per utilizzare questi concetti come strumenti per la ricerca e la creazione.

-Saper riconoscere e costruire un una nuova grammatica del corpo e del movimento per poter arricchire il proprio archivio di gesti e azioni.
saper modulare in modo articolato e fluido la qualità del gesto e la parola.

  • Studio del Dialogo, Monologo e interpretazione:

Studio dei dialoghi e monologhi estratti dalla drammaturgia sia classica che contemporanea: analisi del personaggio e interpretazione.

Competenze:

-Saper Interpretare il monologo e il dialogo tenendo conto degli aspetti tecnici necessari alla recitazione e con particolare attenzione al contesto nel quale il monologo e il dialogo sono inseriti

  • Tecniche e metodi dell’attore:

Rielaborazione di alcune delle metodologie attoriali più consolidate in ambito accademico: Stanislavskij, Cechov, Grotowski.

Allenamento dell’attore per il raggiungimento della conoscenza e del controllo dinamico dello spazio; dell’analisi del movimento corporeo e dell’uso della voce dapprima in forma spontanea e poi in chiave scenica; consapevolezza e potenziamento delle proprie caratteristiche fisico/emozionali.

Competenze:

-Saper utilizzare un metodo di recitazione piuttosto che un altro

-Sviluppare una propria consapevole tecnica, derivante dallo studio delle principali metodologie

-Sperimentazione circa le più recenti tecniche attoriali, soprattutto impegnate nella recitazione di stampo cinematografico.

-Riconoscimento dei principali metodi di recitazione studiati durante il corso:   Stanislavskij, Grotowski, Mejerchol’d, Lecoq.

-Saper utilizzare un metodo di recitazione (o più elementi derivanti dai diversi metodi)  piuttosto che un altro, a seconda del tipo di lavoro, studio e analisi del personaggio e del testo.

– Saper comprendere il valore e avere la capacità di esprimere resistenza. Intesa come atteggiamento di costante e continuata attenzione al lavoro svolto, capacità di gestire le proprie energie in modo costante lungo tutta la durata dell’azione scenica.

– Saper comprendere il valore e avere la capacità di esprimere presenza. Come atteggiamento di costante e imperturbabile attenzione a se stessi e a tutti gli attori coinvolti nelle dinamiche dell’azione teatrale.

– Saper comprendere il valore e avere la capacità di esprimere equilibrio, da intendersi come quella capacità di porsi costantemente in dialogo tra consapevolezza e ignoto, tra sicurezza e scoperta, tra certezza ed errore.

-Saper comprendere il valore e avere la capacità di esprimere ascolto, inteso come atteggiamento di costante apertura e autentico interesse per ciò che avviene dentro e fuori di noi.

  • Tecniche ed espressività vocale:

Esercizi di respirazione, di vocalizzazione per aumentare l’estensione della voce e potenziare il volume.

AREA MOVIMENTO

  • Danza ed espressione corporea:

Training fisico dell’attore e coscienza corporea di base con esercizi e improvvisazioni sul ritmo, sullo spazio e sull’energia.

AREA TEORICA

  • Dizione:

La parola “dizione” indica il modo esatto di pronunciare le parole. Regole di pronuncia della lingua italiana. L’obiettivo si raggiunge attraverso esercizi specifici per la correzione di suoni, cadenze dialettali o difetti di pronuncia e l’acquisizione di strumenti per un maggiore controllo nell’uso della voce ed una maggiore efficacia espressiva.

Competenze:

– Saper riconoscere la differenza tra vocali aperte e vocali chiuse.

– Saper riconoscere le consonanti sordi e sonore.

– Conoscere la propria voce per saperla utilizzare con efficacia espressiva.

– Saper “eliminare” le cadenze dialettali e i più comuni difetti di pronuncia acquisendo gli strumenti necessari per una maggiore efficacia e una migliore pulizia del parlato.

  • Storia, estetica ed etica del teatro:

La nascita della drammaturgia nella Grecia del V secolo a.C.

Lo sviluppo del genere “tragedia” fino alla metà dell’Ottocento.

La storia del genere “commedia” da Aristofane fino al vaudeville ottocentesco.

Il teatro medioevale.

Il teatro fra Otto e Novecento (in Germania, Francia, Italia, Spagna, Russia, Polonia, nei Paesi Scandinavi).

Il teatro contemporaneo (in Italia e in Europa).

Le avanguardie e la nascita della regia.

Competenze:

-Conoscere della struttura delle tragedie e commedie a partire dalla Grecia (V secolo a. C.) in avanti.

-Conoscere gli autori studiati durante il corso, le loro opere teatrali e il relativo periodo storico-politico-sociale.

 -Conoscere teorica dei principali metodi di recitazione: Stanislavskij, Grotowski, Mejerchol’d, Dalcroze, Lecoq.

  • Analisi del testo teatrale e lettura espressiva:

Studio degli accenti logici, delle pause, del tono, del ritmo, del volume e dell’intensità e delle sfumature emozionali. Lettura di brani di prosa.Esercizi mirati alla conoscenza del testo teatrale e all’analisi di esso (ambiente storico-socio-culturale, contenuti del testo, i personaggi e le dinamiche relazionali tra essi, comprensione della struttura linguistica…)

Competenze:

– Saper comprendere il messaggio dell’autore del testo drammaturgico.

– Saper comprensione la struttura drammaturgica del testo.

– Saper riconoscere la catena di eventi che contraddistinguono il loro succedersi.

– Conoscere la semiotica del linguaggio proprio dei personaggi.

– Saper riconoscere la punteggiatura e la sua specificità.

– Saper Riconoscere la struttura grammaticale del testo e la sua espressione.

– Saper Riconoscere il ritmo interno.

– Conoscere la propria voce per saperla utilizzare con efficacia espressiva.

– Saper evocare attraverso la vocalità le situazioni presenti nel testo.

 

Stage

  • La collaborazione con il Creative College di Utrecht – Olanda e la Szkola Aktorska Machulskich di Varsavia-Polonia, offrirà agli allievi sia il primo anno che il secondo, di svolgere un esperienza di stage all’estero, in cui saranno approfondite tecniche e metodologie teatrali attraverso lezioni e laboratori svolti da docenti stranieri, finalizzati alla realizzazione di una performance.

Workshop

  • Agli allievi verrà offerta la possibilità di seguire lezioni e veri e propri laboratori pratici, tenuti da artisti di fama nazionale ed internazionale come Lella Costa, Gianni Clementi, Massimo Venturiello, Adam Ciolek, finalizzati ad approfondire i contenuti del percorso formativo.

Visione Critica di Spettacoli

  • Gli allievi avranno la possibilità di seguire spettacoli e performance per poi discutere in condivisione con i docenti, perché fare ma anche vedere e ancor di più “saper vedere” è una pratica estremamente importante per sviluppare abilità e competenze critiche e di osservazione.

Realizzazione di uno spettacolo

  • La classe realizzerà alla fine di ogni anno accademico la messa in scena di uno spettacolo, con la partecipazione di un regista professionista, in cui converranno le discipline apprese durante il percorso formativo.

Le varie discipline si arricchiranno della presenza di insegnanti e maestri esterni all’Accademia, ognuno propositivo di un personale modo di lavorare.